Intervista a Luciana, l’ecogiostraia che ha fatto breccia nel cuore di mamme e bambini.
03-07-2018

C’è una giostra ecologica che ha fatto il giro dei parchi di Roma e poi è andata anche oltre, a farla muovere è l’energia di Luciana, la giostraia più amata dai bambini. Noi l’abbiamo intervistata per voi.

di Margherita Mazzeo

È un caldo pomeriggio di giugno, arrivo al mio appuntamento un po’ in anticipo e inganno l’attesa seduta su una panchina. La giostra è chiusa, coperta da un telo. Il Parco degli Scipioni è un angolo di pace nelle prime ore del pomeriggio, poche persone e una brezza piacevole che insieme alla luce del sole, filtrata dagli alberi, regala una sensazione di rilassato benessere.

Luciana arriva con passo deciso, ci salutiamo e cominciamo la nostra chiacchierata.

Luciana, come nasce l’idea di questo lavoro?

Direi piuttosto l’idea di cambiare lavoro. Prima mi occupavo di restauro di mobili antichi, ero un’artigiana. Nell’estate del 2010, durante una vacanza in Sardegna, ho notato una giostra di cavalli a pedali e ho pensato che mi sarebbe piaciuto essere al posto del ragazzo che pedalava. Casualmente, un paio d’anni dopo, sono tornata ad Alghero e ho ritrovato quel ragazzo e la sua giostra. Ho ritenuto che fosse l’occasione giusta per saperne di più e mi sono avvicinata a conoscerlo. Ho capito che l’idea ecologica era vincente e originale e ho convinto il giostraio a vendermi il carosello. Quindi ho deciso di cambiare lavoro per qualcosa di davvero nuovo e questa è la prima giostra a pedali d’Italia.

Quando l’hai comprata, la giostra era già così?

Sì, così come la vedi, a parte qualche piccolo restauro e qualche ritocco da manutenzione ordinaria. Sui cavalli, realizzati con materiali da riciclo, non posso dirti nulla, ci sono dei segreti sui pezzi che li compongono e sulla loro provenienza, che io e il precedente proprietario non vogliamo svelare.

Hai avuto difficoltà a realizzare il tuo progetto?

No, ho avuto da subito le idee chiare. Ho sfidato la crisi e anche la fortuna. Non sapevo se avrei avuto difficoltà a Roma per i permessi necessari ma sapevo che avrebbe avuto successo. La difficoltà l’ho incontrata negli anni ed è stata esclusivamente di tipo burocratico, perché invece dalla comunità mi sono da subito sentita accolta e ben voluta. Negli anni è nato l’affetto, la giostra è diventata un punto di riferimento per i bambini ed è come se fosse stata in questa villa da sempre, è come se ne facesse parte integrante. E quando mi sposto, d’estate vado sempre a lavorare fuori Roma, è come se restasse un vuoto (e io da assidua frequentatrice del parco e da mamma di due bambini che fruiscono della giostra da sempre, confermo! n.d.r.).

Cosa ti ha portato a scegliere proprio il Parco degli Scipioni?

Ho studiato al liceo artistico qui vicino e quindi è un parco che conosco bene, ci portavano qui con la scuola a disegnare gli archi. Mi sembrava perfetto, un po’ di nicchia, protetto dalle mura, a due passi dal centro storico e un po’ nascosto, l’ideale per iniziare un po’ in punta di piedi. Ho provato a spostarmi anche in altri parchi della Capitale ma ho trovato non poche difficoltà ad inserirmi.

Tra poco ti sposterai per l’estate, dove andrai quest’anno?

Andrò a Stoccarda. È da un po’ che ho questo desiderio di spostarmi all’estero ma non è facile ottenere risposte alle mie richieste. Quest’inverno ho conosciuto il parroco di un Chiesa del quartiere di San Lorenzo gemellata con una Chiesa di Stoccarda, il quale mi ha proposto di spostarmi nella località tedesca, in occasione della festa del santo patrono. Mi ha trovato un alloggio e sbrigato le pratiche burocratiche per il permesso. Chissà magari ci resto… anche se questa villa, queste famiglie, questi bambini poi mi mancano.

Parli un po’ di tedesco?

Sì un po’, ho vissuto 2 anni a Berlino.

Perché quello che piace tanto a noi mamme è anche il modo schietto con cui parli con i bambini, diretto, con un po’ di romanesco che non guasta e soprattutto senza mezzi termini.

Sì, io voglio creare questa atmosfera attorno alla mia giostra, mi piace lavorare in prosa, portare i bambini un po’ fuori dalle regole, essere me stessa, snocciolare un divertimento dato anche da un linguaggio non controllato. Preferisco l’immediatezza e la scioltezza comunicativa alla formalità.

Ti vediamo anche fare un piccolo gioco di prestigio mentre pedali.

Sì è il gioco del “fiocco matto”. E da poco ho introdotto una novità: “il giro della morte”. I bambini, quando lo annuncio, sono eccitatissimi e non vedono l’ora di provare questa trasgressione da coraggiosi.

E in cosa consiste? In un giro un po’ più veloce?

No, è sempre uguale (ridiamo n.d.r.). Però ai bambini piace tanto sentire questa scossa di adrenalina. E tornano sempre. Anzi, mi fanno anche pubblicità col passaparola!

Anche tu ti diverti insieme a loro? Ti piace il tuo lavoro?

Io dopo 2 ore di lavoro mi sento come se fossi migliore. Amo il mio lavoro e non lo cambierei mai con nessun altro, non tornerei mai indietro.

Come ti definiresti? Un’ecogiostraia?

Sì ecogiostraia mi piace e la mia giostra è un ecocarosello. Il nome completo è: giostra miniseggiolini azionata a mano denominata “ecocarosello”. Ha vinto anche un premio dal WWF nel 2012.

Attualmente in Italia ci sono altre giostre come questa?

No, attualmente con i cavalli in Italia la mia giostra è l’unica e la prima. Ce n’è solamente una simile all’isola d’Elba.

Ogni cavallo ha le sue caratteristiche, quello con l’abito da sposa ci piace tanto ed èanche il preferito da mia figlia. Li hai personalizzati tu?

Sì, mi diverte farlo. Anni fa misi su uno dei cavalli una stoffa rosa, le femminucce se lo contendevano a suon di litigate. Ho dovuto cambiare colore, ho scelto il celeste, non ce la facevo a vedere le bambine litigare per un colore stupido come il rosa (ridiamo n.d.r.)

Ci rivediamo a settembre allora?

Sì credo di tornare qui dopo l’estate. Un po’ di radici sono cresciute e quello che ho seminato in questi anni me lo ritrovo in termini di affetto.

Eh già cara Luciana, noi ti aspettiamo…

L’intervista finisce, Luciana toglie il telo che copre i cavalli. Tutto è pronto per questa magia che, con una pedalata, riparte…