Come giocare a campana insieme ai bambini
01-08-2017

Recuperiamo il divertimento di un tempo. In vacanza, per strada, i bambini giocavano a campana. Insegniamo anche ai nostri piccoli viaggiatori come si fa!

La Campana, gioco di strada che ha divertito generazioni, torna ogni estate a ricordarci la bellezza di recuperare i giochi di un tempo, giochi all’aperto, giochi d’estate, giochi di bambini che hanno voglia di stare insieme.

Per iniziare a giocare sarà sufficiente uscire in strada armati di gessetto e recuperare un sassolino.

A questo punto occorrerà disegnare il percorso su cui saltare: si tratta di dieci caselle rettangolari che si susseguono in fila indiana. Le prime tre di seguito, poi due affiancate in senso orizzontale, una sopra, altre due in senso orizzontale, un’altra sopra e infine la casella 10, casella in cui il giocatore può fermarsi per riprendere l’equilibrio e girarsi.

Per lo svolgimento di questo gioco serviranno diversi giocatori. Il primo inizierà lanciando il sassolino all’interno della prima casella. Il giocatore dovrà saltare con un solo piede di casella in casella fino alla fine del percorso e ritornare indietro senza entrare nel riquadro contrassegnato. Nei riquadri con due caselle affiancate orizzontalmente si potranno appoggiare entrambi i piedi. Una volta giunto in prossimità della casella che contiene il sassolino, il giocatore dovrà raccoglierlo, mantenendo l’equilibrio e tornare al punto di partenza. Se viene calpestata una linea o si perde l’equilibrio, il turno passa al giocatore successivo. Vince chi riesce a contrassegnare col sassolino tutte le caselle, completando sempre il percorso. Può essere divertente anche pensare a delle varianti, come mettere un limite di tempo per una Campana in velocità oppure variare forma e dimensioni delle caselle. Insomma largo spazio alla fantasia per questo gioco che ha divertito e continua a divertire proprio tutti.

La mamma curiosità: il gioco della Campana esiste dai tempi dell’antica Roma, era conosciuto come il gioco del claudus ovvero dello zoppo e pare fosse la rappresentazione allegorica di un’antica credenza astrologica, secondo la quale l’anima (il sasso), partendo dalla terra arriva, per stadi intermedi, al Paradiso.