Al MAXXI Il primo festival cinematografico con la partecipazione attiva di persone nella condizione autistica
16-11-2018 - 18-11-2018

Un vero festival internazionale di cinema ed arti visive, che si serve del cinema come strumento di inclusione sociale.

MAXXI Museo nazionale delle Arti dei XXI secolo

Un festival uguale agli altri, però diverso. Uguale perché, pur promuovendo una corretta informazione sul tema, non è un festival sull’autismo, ma un vero festival internazionale di cinema ed arti visive; diverso perché, oltre a promuovere la cultura cinematografica, si serve del cinema come strumento di inclusione sociale. Infatti, nel corso dell’anno, i partecipanti al progetto si incontrano, vedono film, discutono di cinema in un contesto protetto in cui possono nascere amicizie ed affetti. Il festival è solo l’ultima fase del percorso che arriva solo per chi si sente pronto. Il progetto li aiuta gradualmente a socializzare con coetanei nella condizione autistica, quindi ad entrare in contatto con persone neurotipiche, infine ad affrontare la collettività, fino a sentirsi parte di essa. I nuovi arrivati imparano dai ragazzi che hanno più esperienza e sulla base delle proprie naturali attitudini decidono se occuparsi dell’accoglienza, della selezione, della presentazione dei film, della realizzazione di spot e video, della promozione sui social network. In altre parole AsFF è un festival necessario, un piccolo evento culturale ad ingresso gratuito, capace di promuovere il cinema di qualità e, allo stesso tempo, di permettere a chi lo organizza di sentirsi parte attiva della vita sociale e culturale del paese. AsFF opera su più livelli: da una parte promuove la cultura cinematografica riservando particolare attenzione a quei filmmaker internazionali che intendono il cinema come mezzo per esplorare e raccontare il sociale, come sguardo personale sul mondo e sulla quotidianità. Dall’altra AsFF intende promuovere, o meglio contribuire a formare, una cultura dell’autismo, ovvero mostrare l’autismo in una luce nuova, non semplicemente in quanto handicap o mancanze, ma come forza, come risorsa, come punto di vista diverso sulla realtà, secondo l’idea per cui “Il mondo ha bisogno di tutti i tipi di mente” (Temple Grandin).